domenica 19 maggio 2013

La musica del barrio

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"A Evaristo Carriego", trio Eduardo Rovira

1 commento:

Fabio ha detto...

Musicalmente, il tango non è importante: la sua unica importanza è quella che gli attribuiamo. Ma questa riflessione si può probabilmente applicare a qualsiasi cosa. Alla nostra stessa morte, per esempio, o alla donna che ci respinge... Si può discutere sul tango, ed è quello che facciamo, ma esso racchiude in sé, come tutto ciò che è autentico, un segreto. I dizionari musicali registrano una concisa e sufficiente definizione del tango accettata da tutti; tale definizione elementare non promette alcuna difficoltà, ma il compositore francese o spagnolo che, facendovi affidamento, compone correttamente un "tango", scoprirà non senza meraviglia di aver ordito qualcosa che le nostre orecchie non riconoscono, che la nostra memoria non ospita e il nostro corpo respinge. Si direbbe che senza i crepuscoli e le notti di Buenos Aires non possa nascere un tango, e che in cielo ci attenda, per noi argentini, l'idea platonica del tango, la sua forma universale (quella forma appena accennata ne La Tablada o El choclo), e che questa specie fortunata abbia, per quanto umile,il suo posto nell'universo.

J.L.Borges, "Evaristo Carriego - XI: storia del tango"